Viaggio a Londra, Episodio I: oltre al Big Ben c’è di più.

Andare ad agosto a Londra, per un italiano, è originale come un paragrafo di Fabio Volo piazzato su Facebook, me ne rendo conto. Ma dopo esserci stata varie volte da piccolina e un’ultima volta nel 2009, questa estate ho deciso che era il momento di tornarci per fare cose diverse dal solito itinerario turistico obbligato.

Naturalmente, essendo una turista (per giunta munita di temibile Routard), non ho la pretesa di definire originale il mio viaggio. Però ho fatto cose meno classiche che mi hanno fatto innamorare perdutamente di questa città.

Vista la mole di cose che ho da dirvi – perché voglio rintronarvi per bene – divido il post in due parti. Oggi vi parlo delle zone “diverse” della città che ho visitato e della mia gita a Lulworth. Nel prossimo post vi racconterò le esperienze nerd che ho fatto in questi otto giorni (se vi interessano Harry Potter, Benedict Cumberbatch o Star Wars potrebbe addirittura piacervi!).

Ma bando alle ciance.

Dove (e come) ho dormito.

Partiamo dalla base: l’alloggio. Come molti di voi sapranno, dormire a Londra costa carissimo (issimo), in stanze grandi come i vostri sgabuzzini e adornate sovente da una (s)piacevole moquette, dal potere igienico davvero immaginabile. Io e Andrea non abbiamo avuto molto tempo per cercare un alloggio (b&b o albergo che fosse), così abbiamo approfittato della prima offerta trovata su Booking prenotando al Qbic Hotel, vicino a Whitechapel (la fermata della metro più vicina è Aldgate/Aldgate East).

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Non potevamo fare una scelta migliore. Economico? Nope. Fico? Molto. Le stanze sono ampie e di design, qualsiasi cosa voglia dire, e soprattutto senza moquette. Vi prego di notare la mega foto kitsch di un cane con gli occhiali da sole come testiera del letto (comodissimo) e i mobili di design scandinavo che trasudano hipsteria. La posizione non è ipergigamega centrale ma è collegata benissimo con la metro (che in quella settimana è stata chiusa per sciopero diversi giorni) e con i bus. Inoltre la zona è davvero molto bella, molto hipster, poco affollata, davvero piacevole da girare.

Qbic Hotel, London

Le ultime due notti, per motivi logistici svariati, abbiamo dormito all’Angus Hotel, un albergo decisamente più centrale (di cui non ho foto, argh), a due passi da King’s Cross. Economico? No. Fico? No, ma decente. Il bagno è grande quanto il mio lavandino e il lavandino è grande quanto il mio porta sapone, ma vabe’, qui si paga la posizione. Visto che è costato esattamente quanto il Qbic, posso dire che non rifarei questa scelta. Piuttosto pagherei un b&b, come ho fatto sei anni fa. Un b&b orrendo, ma almeno c’era la colazione inclusa ed era a Paddington!

Shoreditch e la Street Art, la City e il Cetriolone

A due passi dal nostro primo albergo, il Qbic, c’è Brick Lane, una strada piena di ristoranti, giovani con la barba e opere di Street Art. Sapete, forse, dell’amore per questa forma d’arte che mi ha trasmesso il mio amico (e collega) Mauro, che cura la pagina di Street Art Palermo. Vedere dal vivo opere meravigliose che avevo solo sbirciato su Instagram è stato davvero emozionante: vi consiglio di non perdervi questo spettacolo e fare una passeggiata per quelle strade, troverete dei veri gioielli – tra cui almeno due opere del famosisssssimo C-215. Questo qui sotto è il mio pezzo preferito, di Alexis Diaz e Elian.

Alexis Diaz / Brick Lane

A Brick Lane c’è anche Beigel Bake, una bakery dove per pochissimissimi pound potrete mangiare dei bagel farciti appena fatti e dei dolci da forno eccellenti (qualcuno ha detto strudel di mele? io! Era ottimo). Spingendovi un po’ più in là troverete l’Old Spitalfields Market, con bancarelle di usato, artigianato, cose da mangiare di vario tipo e negozi veri e propri (ho avvistato diversi monomarca di make-up, Benefit su tutti). La zona è quella di Shoreditch, che a me è piaciuta molto. Camminando – o prendendo un mezzo – si può arrivare facilmente anche alla City, con il suo mix bizzarro di super grattacieli e edifici più antichi. Impossibile non amare/odiare il Gherkin, il famoso cetriolone che ormai caratterizza lo skyline della città.
Cetriolone

In The City

Un weekend in città (ma all’aperto): Hampstead Heath, Columbia Flower Market, polli e asinelli

Un sabato, anziché andare ai soliti parchi centrali di Londra (St. James, Hyde Park etc.), abbiamo deciso di rilassarci ad Hampstead Heath. Sembra di essere davvero in un’altra città: il quartiere residenziale è adorabile, anche se probabilmente è abitato solo da gente assaj facoltosa. Il parco è immenso, bellissimo: ha prati enormi, viali alberati e piccoli boschetti per cui vale davvero la pena spingersi così fuori dal centro per passare una giornata all’aperto. Noi abbiamo saggiamente dimenticato di portare qualcosa da mangiare, così abbiamo pranzato al The Holly Bush, che con ogni probabilità è il locale più turistico della zona (primo risultato su Google), ma dove abbiamo mangiato un fish&chips davvero buono. Hampstead park
La domenica, invece, l’abbiamo onorata con un fantastico brunch al The Breakfast Club a Hoxton, in compagnia della nostra amica Giorgia che vive a Londra da un po’ ormai (sigh). I pancakes erano ottimi, non posso che consigliarvelo.  La fila per entrare ha assunto dimensioni preoccupanti, per cui è meglio andarci presto o mettersi l’anima in pace e attendere, ecco.

A lovely Sunday in London: The Breakfast Club

Dopo il brunch Giorgia ci ha portati al mercato dei fiori di Columbia e alla Hackney City Farm, una piccola fattoria con asinelli (amo gli asinelli!), polli, criceti, capre e altre specie che probabilmente non ho visto – un posto adorabile, davvero.

A lovely Sunday in London

A lovely Sunday in London: Hackney Farm

Giorgia ci ha anche portato a una festa su un rooftop – il Netil360 da cui si vedeva tutta la città. C’erano delle amache, l’erba sintetica, gente pazza che leggeva da sola in un angolo e un carrettino che faceva cibo messicano buonissimo ma letale. Ecco, se avete la possibilità di farvi guidare da qualcuno che a Londra ci vive o ci ha vissuto, quella è la cosa migliore.

La gita: Lulworth e il Durdle Door

In mezzo alla settimana londinese abbiamo deciso di seguire alla lettera il consiglio dei nostri amici Stefano&Salvina per fare una gita a Lulworth, una località “marina” a circa 200 km da Londra. Si prende un treno veloce fino a Wool e poi un autobus cittadino (Google vi può aiutare facilmente).

Lulworth

Non è proprio un’idea geniale farsi 400 km per una notte sola, ma il tempo era quello e volevamo inserire qualcosa di diverso nella vacanza. Abbiamo dormito al Lulworth Lodge – da non confondere col Lulworth Cove Inn, che Google unifica sulla mappa facendovi fare magre figure con i proprietari – e fatto una vera esperienza di colazione british circondati da un gruppo di inglesi doc over 70 con cui abbiamo amabilmente conversato sorseggiando tè e mangiando uova. (Sì, ero molto a disagio). Lulworth

A parte questo, la vera attrattiva del luogo è il paesaggio fantastico e i resti giurassici. Abbiamo fatto una passeggiata per vedere il Durdle Door, un arco di elefante spettacolare: bisogna avere un po’ di pazienza all’inizio perché c’è una salita ripidissima e faticosa, ma per il resto la passeggiata è davvero gradevole (per fortuna avevo i Dr. Martens). Mi è venuta una nostalgia infinita per l’Irlanda e soprattutto per Inis Mor, ma sono davvero contenta di aver visto qualcosa di spettacolare anche in questo viaggio.

Lulworth

Durdle Door

Lulworth, va detto, è un paesino minuscolo di una sola strada con pochissimi ristoranti (tre?) e molti negozi di fudge (dolce a base di bontà e GRASSO). Abbiamo cenato al Lulworth Cove Inn, un albergo accanto al nostro, mangiando delle ottime pies, le torte salate di cui io e Andrea siamo giga fan (un anno fa a Galway ci innamorammo del The Pie Maker, che per l’appunto faceva solo pies). La nostalgia dell’Irlanda è appena ritornata, lo sapevo!

Ma torniamo a Londra: due tips per le zone turistiche.

Voler a tutti i costi fuggire dai turisti non ci ha impedito di passare dalle zone più classiche della città. Va bene che farsi la foto davanti a Buckingham Palace insieme a diecimila persone è un po’ alienante, ma perdersi certi paesaggi londinesi classici sarebbe un sacrilegio, lo ammetto perfino io che in questo viaggio non ho mai visto il Big Ben (!).

La passeggiata al tramonto al Tower Bridge, per esempio, è stata piacevole, anche se c’era un chiasso tremendo. Una volta attraversato il ponte però siamo stati a bere una birra e a mangiare alette di pollo e patatine (buonissime) da Dean Swift, una Beer House che ci ha consigliato Yelp. Una mattina ci siamo anche avventurati a Soho, che è diventata davvero parecchio incasinata e turistica, e abbiamo mangiato del sushi davvero niente male (e non troppo caro) da Yoobi, specializzato in Temaki molto particolari.

Yoobi

Insomma, alla fine vedere le zone più classiche di Londra e fare ciò che consiglia la Routard non vuol dire non poter fare cose particolari o piacevoli (che nel mio caso è sempre mangiare). Non devo certo dirvelo io (anche perché io chi cappero sono?).

Vorrei scrivere altre millecinquecento parole ma credo di avere già esagerato. Se non siete già annientati dalla lunghezza di questo papiro ci vediamo (?) tra qualche giorno col post sulle nerdate che abbiamo fatto in questo viaggio, spero vi possa interessare – in caso contrario non vi giudicherò (forse).

 On the Tower Bridge

Bacini rosa a voi.

12 Comments
  • lenuccia
    Posted at 09:08h, 12 ottobre Rispondi

    Belle foto e carinissimo il tuo post! Me lo segno anche perché volevo fare una scappata a Londra tra qualche mese (ci manco dal 1998!) e qualche dritta, soprattutto tua, ci sta sempre bene.

  • Spendi&Spandi
    Posted at 09:52h, 12 ottobre Rispondi

    A fine novembre tornerò a Londra per la quarta volta e confidavo in questi tuoi post… ma non avrei mai detto che sarebbe stato così perfetto! L’itinerario londinese di cui ci parli è esattamente quello che vorrei fare io per vedere posti della città ancora non visti (The Breakfast Club incluso, che l’ultima volta ci siamo fatti spaventare dalla fila!).
    Aggiungo immediatamente il rooftop e la piccola fattoria con gli asinelli al mio giro (cioè asinelli, occhi a cuore).
    Aspetto le nerdate con ansia per finire di ultimare il mio itinerario!
    Bacini

  • CristinaMaps
    Posted at 10:07h, 12 ottobre Rispondi

    Attendo con ansia la 2° parte del post, perchè ammè interessano tanto Harry Potter, Benedict Cumberbatch e Star Wars u___u

    Eri a Londra la settimana dello sciopero? Perchè io ci sono stata esattamente la settimana prima xD
    Che bello il Qbic Hotel *-* e da quello che vedo costa pure meno del buco di camera che avevo preso io (Airbnb, zona King’s Cross ma prenotata a giugno, perchè la gente non si sveglia prima >___>)

    Mi manca un sacco Londra 🙁 <3

  • Caterina
    Posted at 12:04h, 12 ottobre Rispondi

    Aww non vedo l’ora di leggere la parte più nerd 😀
    che bella londra. anch’io manco dal 2009 – e mi manca tanto 🙁

  • S. Drama&Makeup
    Posted at 15:54h, 12 ottobre Rispondi

    Bellissimo questo post, hai dato un sacco di consigli fighi <3
    Io ho una voglia di tornarci ancora quest'anno, spero di riuscirci!
    aspetto le altre parti, non vedo l'ora.

  • Marika
    Posted at 17:27h, 12 ottobre Rispondi

    Ti prego ti prego ti prego aspetto le nerdate come se nn ci fosse un domani!!!!!
    Questi tuoi post sono splendidi, già m innamorai furiosamente del precedente sull Irlanda!!!
    Sono stata a Londra in aprile e nn faccio altro che studiare una via di fuga per tornarci…
    Scrivi presto stella!!!

  • agnese
    Posted at 02:58h, 13 ottobre Rispondi

    A Brick Lane c’e’ un meraviglioso mercato la domenica mattina, io mi trasferirei in quella zona di Londra solo per quello. E’ un mercato di cibo etnico splendido. Ti consiglio di andarci se tornerai da quelle parti! 🙂 Bellissimo racconto comunque! 🙂

  • Pamela
    Posted at 16:43h, 13 ottobre Rispondi

    Sono stata diverse volte a Londra, ma sempre per “ameni luoghi turistici” perchè ci vive mia cognata.
    Una volta ci siamo avventurati a Oxford e nel Cotswold ed ho bellissimi ricordi di quei posti…

  • Lisbeth
    Posted at 17:39h, 14 ottobre Rispondi

    Una piccola curiosità da architetti: la City Hall di Foster viene spessa chiamata dai londinesi “coglione” (ora come ora non ricordo il termine corretto) per indicare sia la forma dell’architettura sia il mayor 😉

    • gliuppina
      Posted at 10:37h, 15 ottobre Rispondi

      AHHAHAHA non ne avevo idea! 😀 muoio!

  • Beatrice - Strawberry makeup bag
    Posted at 20:26h, 29 ottobre Rispondi

    Finalmente recupero questo post ^__^
    E’ sempre interessante cedere qualcosa di diverso in un resoconto di viaggio e comunque mi sono segnata tutti i posti dove mangiare, anche se non so bene quando accadrà, perchè sono queste le cose importanti. Priorità. Ahahahah
    Vado a leggere le nerdate <3

    • gliuppina
      Posted at 12:35h, 03 novembre Rispondi

      Dobbiamo andarci con S.! e rimanere senza soldi dopo 24 ore, possibilmente.

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