Come fare una valigia ordinata e salva spazio: i miei consigli

Una delle droghe più pericolose che conosco è senza dubbio partire. Prenotare biglietti e andare via dà una sensazione di felicità che forse non riesco nemmeno a descrivere.
Adoro tutto dei viaggi, perfino preparare il borsone, scegliere vestiti e trucchi e conservare spazio extra per eventuali acquisti (che di solito non mancano mai). Non nego che spesso – presa dall’indecisione – passo la notte prima del viaggio a svuotare e riempire la valigia, ma anche questo è parte del divertimento (o della mia pazzia, dettagli).

Oggi approfitto di una collaborazione con B3ndy.com Borse e valigeria (un negozio online di valigie e borse, miniera di offerte), per dispensare i miei personali consigli su come fare una valigia ordinata e salva spazio, l’ideale per le mani bucate come me che in viaggio riescono sempre a comprare qualcosa.

Spero possa esservi utile:  per me – disordinata cronica – questo metodo è stata una vera svolta.

Borsone o trolley?

Faccio subito coming out: sono una di quelle persone che non riesce a risparmiare sulle valigie. Non prendetemi per snob, ma per i viaggi più lunghi ho sempre usato borsoni (con le ruote) Samsonite. Ho sempre avuto il terrore di trovare la valigia squarciata a metà sul nastro, e devo dire che investire in valigie solide ha sempre pagato: quelle che abbiamo a casa hanno tutte più di dieci anni (altre anche venti, non scherzo).

Il borsone permette di infilare molta più roba rispetto a un trolley, ma più che altro fa sì che si possano mettere anche oggetti voluminosi incastrando tutto il resto attorno. Inutile dire che a New York un vecchissimo borsone di mio padre (sempre Samsonite, sì, ma giuro che non mi pagano per dirlo) mi ha permesso di portarmi dietro un sacco di cianfrusaglie che Marie Kondo getterebbe via con la forza del pensiero.

So però che non tutti amano i borsoni: si tende sempre a riempirli troppo e malgrado le ruote non sono comodissimi da trascinare o – peggio ancora – sollevare. La mia seconda scelta, se volete un consiglio non richiesto, andrebbe su un modello rigido, facile da trasportare e a prova di bombe come un trolley Samsonite Cosmolite. Viaggio abbastanza spesso e non oso immaginare che fine farebbe una valigia di plasticona dopo quattro/cinque voli.

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La rivoluzione dei packing cubes

Da quando ho scoperto i packing cubes la mia vita è cambiata. *musica da pubblicità progresso*
Forse esagero, non so, ma è la verità. Si tratta di piccole sacche con la cerniera che aiutano a tenere i vestiti separati e in ordine dentro la valigia. Dato che uso solamente zaini e borsoni, in cui i vestiti gettati a casaccio rischiano di accartocciarsi, mischiarsi con oggetti vari (il famigerato deodorante che si apre, la caciotta-souvenir per il fidanzato, etc), per me questi organizzatori sono diventati una vera droga.

Utilizzo quelli di IKEA (credo di averne comprati 4 o 5 set) e ve li consiglio spassionatamente. Io li uso anche nello zaino della palestra per separare i vestiti puliti da quelli sporchi, l’asciugamano da doccia da quello che uso in sala attrezzi eccetera eccetera.

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Un packing cube chiuso con varie cose dentro, per rendere l’idea della forma.

Non servono solo a tenere i vestiti in ordine, esattamente come li avete posizionati, ma vi aiutano anche a risparmiare spazio, a compattare tutto e a tenere un posticino per eventuali nuovi acquisti. Ecco come li uso io.

Pigiama e biancheria intima

Nella sacca “single” del set di IKEA (ce n’è un’altra doppia che dedico ai pezzi di sopra e a quelli di sotto) di solito metto il pigiama, i calzini e tutta la biancheria. Se avanza spazio perché magari sto via pochi giorni aggiungo anche delle magliette pulite.

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Una nota sulle foto: ho preso giusto qualche capo esemplificativo perché – lo confesso – non avevo voglia di svuotare i cassetti. Perdonatemi se non renderanno l’idea.

È la prima sacca che preparo perché non di rado mi è capitato, per brevi weekend in campagna, di rimuovere dal mio cervello il fatto di dover mettere nello zaino anche il pigiama. No buono. No.

Pezzi di sopra

Nella sacca doppia di IKEA metto, in uno dei due scomparti, maglioncini, felpe e magliette: se posso li arrotolo per fare meno volume in altezza, altrimenti li lascio stesi. Arrotolo anche i vestiti e le camicie, magari evitando di piegarle a fisarmonica, ecco. Non faccio dei veri e propri salami, ma ripiego su se stessi i capi qualche volta, un po’ secondo il metodo di Marie Kondo. Chiaramente se ho dei maglioni molto voluminosi li lascio fuori dalle sacche, non sono così pazza da provare ad arrotolarli.

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Per quanto riguarda la scelta di cosa portare, inutile dirlo: cerco di mantenermi sul minimal e di portare solo cose che già so come abbinare. Sette magliette a righe sono poco utili se non ho un maglione a tinta unita a cui abbinarle.

Pezzi di sotto

Dividere i pezzi di sopra da quelli di sotto serve molto per capire quante cose stiamo effettivamente portando e se sono abbinabili facilmente tra loro. Io lo trovo anche igienico nel caso in cui – per esempio – abbiate  già utilizzato i jeans che state portando in viaggio con voi.

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Solitamente arrotolo anche i pezzi di sotto: non tutti sono fan di questa abitudine e vi confesso che non è una cosa che faccio sempre, a volte non serve. In questo caso, per esempio, con solo un paio di jeans e una gonna è del tutto inutile. Ma specialmente al ritorno, quando la roba aumenta (chissà come mai?) può essere un buon modo per sfruttare meglio lo spazio.

Scarpe & pantofole

Il mio set di Packing Cubes ha anche un porta scarpe: io lo uso quasi esclusivamente per le pantofole, che ingombrano poco. Lo utilizzo per un paio extra di scarpe solo se il borsone è particolarmente vuoto, altrimenti preferisco separare le due scarpe in normali sacchetti (anche quelle da supermercato vanno bene), così si incastrano meglio tra le varie cianfrusaglie che mi porto dietro.

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Al ritorno potreste utilizzare questa sacca per conservare anche la biancheria da lavare. Anche l’interno delle scarpe è un posto strategico dove conservare calzini destinati alla lavatrice.

Caricabatterie, oggetti sparsi e medicine

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Nel set di IKEA c’è una sacca piccolina che si presta a mille usi. Dato che nel mio zaino/borsone c’è solo una tasca interna, per me questa bustina è un faro nella notte che mi permette di non perdere gli oggetti più disparati: caricabatterie ed eventuali adattatori per la corrente, qualche farmaco, collane e anelli (magari riposti in piccole bustine) e una mascherina per dormire che risale all’età della pietra con Snoopy (non si sa mai). Spesso metto anche il passaporto (nella sua custodia) e i biglietti aerei, e se siamo in inverno pure guanti e cappello. Insomma, qualsiasi cosa vi venga in mente.

Makeup e skincare

Il grave errore che non si deve mai commettere quando si parte – oltre a portare troppa roba che non useremo mai – è quello di infilare tutto quello che riguarda la bellezza in un mega beauty-case (che termine retro!) gigante e ingombrante. È il classico oggetto che maledirete al ritorno, ve lo assicuro.

Anche se può risultare dispersivo, io preferisco dividere tutto in tante bustine: occupano meno spazio, sono più facili da stipare e ti obbligano a portare meno roba inutile. Se però l’idea vi repelle, vi consiglio un beauty case di dimensioni medie, magari col portapennelli incluso.

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Nella bustina dei liquidi metto i trucchi più preziosi che ho: anche se imbarco un bagaglio seleziono sempre quelle cose che non vorrei mai smarrire e le porto con me in cabina. Altrimenti, se viaggio col solo bagaglio a mano, metto semplicemente tutti i liquidi (compresi prodotti per la skincare ed eventuali medicine come colliri, goccine decongestionanti etc).

I pennelli avranno una loro bustina a parte (o un comodo portapennelli), mentre in una pochettina più resistente metto i trucchi non liquidi (solitamente le palette), un pinzone per i capelli e una piccola fascia. Comunque ho scritto vari post sui miei beauty da viaggio, ve li linko più sotto per darvi un’idea più precisa di cosa porto di solito.

Detto ciò, ovviamente ogni viaggio è un caso a sé: queste sono solo indicazioni generiche, quello che conta è l’uso dei packing cubes (e la mia relativa ossessione), che mi permettono di fare la valigia in poco tempo e senza entrare nel panico.

Spero di esservi stata utile e di non avervi rintronato troppo, bacini a voi.

Disclaimer: post – scritto e pensato da me – in collaborazione con B3ndy.com Borse e valigeria. 


Come promesso, ecco altri post a tema:

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8 Comments
  • Silvia
    Posted at 15:22h, 24 febbraio Rispondi

    Allora.
    Io amo quel coso con le ancore che non so se è il tuo pigiama o altro. Lo voglio, dove si compra? ahahah
    Poi le sacchette di Ikea sono geniali, questo post cade a fagiUolo visto che parto il prossimo weekend e voglio fare per la prima volta uno zaino invece di un trolley (al ritorno starò in giro dalla mattina della partenza e andrò direttamente in apt, perciò portarsi il trolley appresso non è il massimo!).
    Bel post come sempre!
    Bacini.

    • gliuppina
      Posted at 12:31h, 02 marzo Rispondi

      Quello è il mio pigiama con le àncore di H&M, lo amo! È dell’estate scorsa 🙂
      Ho visto su Instagram che hai preso un Herschel, ne desidero uno da anni e ti invidio!

  • Isabella
    Posted at 21:44h, 24 febbraio Rispondi

    Io ho cominciato a viaggiare da poco, ma la mia valigia migliora ogni volta. Sono tentata dai packing cubes, non avevo notato che li avesse anche Ikea! Da loro ho preso un set di buste con cerniera e sacchetti che sono fenomenali per le carabattole. Le cose che ho (un borsone con ruote e manico da trolley che ha un buco ricordo di un marciapiede della stazione di Vienna – mai partire MAI! con birra in corpo e lacrime agli occhi, un beauty case giallo e un trolley color corallo tutti di Segue) per ora mi sono bastate, ma il mio sogno sono i trolley Bellagio di Bric’s (c’è sul sito della collaborazione!!) così demodée… In realtà amo tutto quello che fanno! Ottime dritte, grazie! e che sia sempre benedetto il tasto”prenota”!

    • gliuppina
      Posted at 12:33h, 02 marzo Rispondi

      Sono bellissimi i trolley Bellagio, hai ragione! Mia madre ne ha uno (di mille anni fa) e lo usa sempre, sembra davvero indistruttibile.
      Grazie a te per aver letto questo papiro <3

  • Beatrice - Strawberry makeup bag
    Posted at 09:55h, 26 febbraio Rispondi

    Io quei sacchettini con la zip li ho scoperti da Muji (dove sono certa, costino molto più che alla cara vecchia ikea ma sono più facilmente reperibili) e mi hanno davvero cambiato la vita, insieme al metodo di Mary Kondo. di piegare gli indumenti. Fare la valigia è sempre un po’ un dramma, perché una parte del mio cervello è perfettamente organizzata mentre l’altra si fa venire un sacco di dubbi dell’ultimo momento, del tipo ‘e se ti servisse quello?’ ‘e se si rompesse quell’altro?’ e così via, però è comunque decisamente più facile di prima.
    E comunque, trolley tutta la vita, anche se preferisco quelli di stoffa semi-rigida a quelli a conchiglia. Se la valigia è strutturata, non temo per il contenuto 🙂

  • Caterina Sosso
    Posted at 15:25h, 28 febbraio Rispondi

    Io non sono una fan del “cube packing” ma concordo in pieno su ciò che hai detto riguardo al tipo di valigia e alla qualità, anche le mie valigie hanno anni di vita e sono ancora perfettamente intatte 🙂

    Caterina | http://www.caterinasosso.com

  • Ale Dottedaround
    Posted at 18:09h, 06 marzo Rispondi

    Quando riuscirò a fare (finalmente) un altro viaggio, togliendomi di dosso l’etichetta di bradipo pensionato, tornerò a rileggere questo post salvifico e a prendere appunti.
    Io sono davvero disorganizzata con la valigia e finisco sempre e comunque per portare via un mucchio di roba superflua – cosa da pirla patentata visto che poi non riesco nemmeno a gestirmi la valigia da sola (in realtà sono fan dei trolley XL) senza avere il fiatone. Ogni volta alla consegna dei bagagli in aeroporto rischio di restare appesa alla maniglia della valigia troppo pesante e venir portata via dal nastro trasportatore (e giuro che stava accadendo per davvero – grazie estraneo gentile e salvatore che hai recuperato la valigia e pure me).
    L’ultima volta ho provato anche i packing cubes e sono stati effettivamente utili per far arrivare maglie e camicie in modo ottimale, ma al ritorno sembrava esserci stata un’implosione (dettagli).
    Mi segnerò anche l’idea di dividere il makeup in vari contenitori! 🙂

  • Come preparare la Valigia per un Weekend | Andoutcomesthegirl
    Posted at 17:08h, 10 marzo Rispondi

    […] anche chi, come la fidatissima Vanity Nerd, impacchetta tutto in sacchetti – che ho scoperto chiamarsi travel packing cubes e che […]

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