Week-end lampo a Siracusa: le rappresentazioni classiche e il barocco siculo

Quando andavo al liceo (classico, ovviamente, altrimenti non si spiega la mia propensione per la saccenza) la scuola organizzava ogni anno dei mini viaggi a Siracusa durante il periodo delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco.

Era un periodo bellissimo (sia dell’anno che della vita, devo dire): l’estate cominciava a fare capolino e noi bruttissimi teenager dei primi anni duemila avevamo l’occasione per viaggiare insieme, passare un paio di giorni in un hotel sul mare – con piscina! – e guardare una o due tragedie, che il più delle volte erano una mezza palla.

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Non credo ci siano parole sufficienti per descrivere quei tremendi occhiali da sole graduati. Spero che Slavi, Dan e Claudio non mi uccidano per aver divulgato questo reperto del 2002. Io forse me ne pentirò.

Non tornavo al Teatro Greco di Siracusa da tantissimi anni (quattordici, per l’esattezza) e quest’anno, da un giorno all’altro, Andrea e io abbiamo deciso di prendere e partire insieme a due amici. Detto così sembra che abbiamo preso un volo per Honolulu, ma qui da noi le distanze, anche brevi, si dilatano perché le strade sono per lo più orrende, così per fare 250 km ci si mette una vita.

La casa di Melo

Decidendo da un giorno all’altro di partire non abbiamo più trovato b&b disponibili a Ortigia – il centro storico di Siracusa, una piccola isoletta a dir poco spettacolare. Per fortuna Andrea ha occhio per i bei posti, così ha scovato questo splendido b&b biologico (definirlo b&b è riduttivo, però), a venti minuti scarsi da Siracusa, a Cassibile, vicino all’omonima riserva naturale.

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La casa di Melo ha un bellissimo giardino, sei o sette cani adorabili, una piscina a sfioro che dà su un gran bel panorama, stanze molto carine e soprattutto un personale super amichevole e gentile.

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La colazione a base di prodotti bio (frutta e verdura di loro produzione) è stata ottima, specialmente quando dalla cucina è arrivata una fantastica Lemon Meringue Pie fatta da uno chef olandese in vacanza lì, rimasto rapito dal profumo dei limoni del giardino: tanto di cappello per non essere rimasto a oziare in piscina e aver fatto la mia torta preferita.

Le Fenicie al Teatro Greco

Le rappresentazioni classiche si alternano ogni giorno: quel sabato davano le Fenicie, opera di Euripide della saga di Tebe. Parliamo di Edipo, della moglie/madre Giocasta e dei figli Eteocle e Polinice, che dopo aver deciso di regnare alternandosi di anno in anno, si trovano in guerra quando Eteocle (Guido Caprino) cambia idea e decide di rimanere saldo sul trono mettendo al bando il fratello.

Polinice ritorna dall’esilio proprio per dichiarare guerra a Eteocle, e il dialogo con la madre Giocasta (una fantastica Isa Danieli) è a dir poco straziante: i due lamentano quanto sia doloroso abbandonare la propria terra natia, non poter vedere i luoghi della propria giovinezza e dover ritornare per uno scopo così crudele, dichiararle guerra.

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Il pensiero è andato subito a chi ancora oggi è esule, a chi fugge dalla guerra ed è rimasto senza un posto da chiamare casa. Ho sempre amato Euripide per questa capacità di parlare a qualsiasi epoca gli si approcci: d’altra parte era lui stesso a usare il mito per riferirsi ad avvenimenti contemporanei. Ecco, la sua voce non ha perso potenza col passare dei secoli.

Ho trovato impeccabile la recitazione di tutti gli attori, e alla fine avevo dei bei lucciconi sugli occhi. Non mi era mai capitato in tanti anni di tragedie, per cui se riuscite ad andare non perdetevela.

Inutile poi dire quanto sia bella l’atmosfera del teatro Greco. La luce al tramonto, l’aria che diventa man mano più fresca, è tutto suggestivo e bellissimo. Noi abbiamo preso i posti non assegnati e ve li consiglio, con l’accorgimento però di portarvi da casa un cuscino o – come ho fatto io – affittarlo lì al teatro. Costa 1,50€ e vi salverà le chiappe da un dolore inenarrabile (le panche sono di legno, ma starci per un paio d’ore può essere dura).

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Io ho sofferto anche con le ginocchia (non poterle stendere per me è una tortura cinese) per cui ho dedotto che i greci dovevano essere in una forma migliore della mia, che in effetti a quattordici anni non facevo tutte queste storie.

Cena a Ortigia (mon amour)

Dopo lo spettacolo siamo andati a Ortigia, uno dei miei posti preferiti nel mondo (mi piace vincere facile). Rasentavo lo svenimento dalla fame, ma per fortuna avevamo prenotato un tavolo al bistrot Le Vin de L’Assassin (via Roma 115), dove abbiamo fatto un pasto luculliano innaffiato dal mio vino bianco preferito, il Bianco di Nera di Milazzo.

Dopo cena abbiamo fatto una lunga camminata, passando davanti all’imponente e splendido Duomo, fino a tornare indietro alla Fonte Aretusa. Il lungomare è pieno di locali e di ggggiovani che si divertono, si respira una bella atmosfera. Io non ho foto decenti da farvi vedere ma sorvoliamo.

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Prima di rimetterci in macchina abbiamo deciso di provare una bevanda digestiva molto famosa in questa parte di Sicilia: Seltz limone e sale. BURP! Una delle cose più rinfrescanti che abbia mai bevuto, lo trovate in tutti i chioschetti che trovate per la strada all’ingresso dell’isola. Provatelo!

Un bagno alla riserva naturale di  Cavagrande del Cassibile

La domenica mattina, dopo una fugace visita da Decathlon (a Palermo ovviamente non esiste), ci siamo diretti con i nostri corpi mozzarellosi alla Riserva Naturale di Cavagrande del Cassibile, tra Avola e Noto. La spiaggia in cui siamo stati si chiama Gelsomineto: abbiamo lasciato la macchina in un parcheggio-prato a pagamento (l’unico, trovate le indicazioni lungo la strada) e abbiamo camminato fino al punto meno incasinato, proprio vicino alla foce del fiume.

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A parte i siculi che amano accamparsi ovunque vadano (tavolini pieghevoli, teglie di pasta al forno e tende di qualsiasi foggia sono un must anche in riva al mare), il posto è davvero stupendo, l’acqua fresca e limpida. Vedere il fiume che si unisce al mare è splendido, ma io ho una vera passione per le riserve vicino alle foci dei fiumi, vado spesso alla foce del Belice e del Platani e sono due luoghi di mare favolosi (e soprattutto semi deserti).

Prima di tornare: un salto a Noto

Noto è un gioiello di rinomata bellezza barocca ed era un peccato tornare dall’altra parte della Trinacria senza passare per un saluto. Abbiamo preso una granita al Caffè Sicilia decretando che le granite migliori rimangono quelle messinesi (non fatevi fregare, sono le originali) e dopo un paio di foto sceme davanti al bellissimo Duomo ci siamo messi in viaggio verso Palermo.

noto

Noto meriterebbe una passeggiata approfondita, noi per fortuna ci eravamo già stati varie volte ma è sempre uno splendore. Se venite in Sicilia non potete saltarla, sono sicura che vi piacerà (e in quella parte di Sicilia, per fortuna, i posti meravigliosi sono tanti: Modica, Ragusa Ibla, Scicli – ma mi fermo qui).

Spero di non avervi tediato troppo con i miei racconti inutili e di avervi dato al massimo qualche spunto per un giretto in questa parte bellissima di Trinacria. Fatemi sapere se la conoscete e la amate come me!

A voi i miei bacini rosei.

Disclaimer: questo post non ha alcuna affiliazione con aziende, hotel, ristoranti, enti del turismo, procioni ballerini, attori drammatici, nasi da clown e architetti new age. Nessuno mi ha pagato per scrivere questo post.

12 Comments
  • Angie
    Posted at 12:31h, 16 giugno Rispondi

    Bellissima quella riserva! *_*
    A Ortigia ci sono stata qualche anno fa e mi è piaciuta moltissimo!
    Anch’io sono stata a Noto che è meravigliosa!

    • gliuppina
      Posted at 12:59h, 16 giugno Rispondi

      La riserva merita davvero un sacco! 🙂
      Sono posti davvero belli, ben curati e valorizzati <3 quanto vorrei che Palermo fosse più simile alla "provincia babba" (sic!)

  • Ale Dottedaround
    Posted at 13:34h, 16 giugno Rispondi

    Per me potresti anche fare una serie di ventimila post sulla Sicilia (I’m almost begging you per un post sulle Eolie e le Egadi, la butto lì) e li leggerei tutti da cima a fondo un po’ piangendo e un po’ rosicando. Tipo ora: piango e rosico, rosico e piango. ❤

    A “Le Vin de L’Assassin” ho iniziato a indicare il pc con fare da pazza esaltata mentre annuivo ripetutamente con la testa: “sì sì sì via Roma sì sì sì. Fonte Aretusa, piango. Lungomare Alfeo, piango ancora. Il giardino sul lungomare!”
    Mi piacerebbe tanto vedere anche una tragedia al teatro, possibilmente prima che la temperatura raggiunga vette sahariane, e poi…Noto. Mi cospargo il capo di cenere ma non l’ho mai vista ed è una lacuna assolutamente da colmare (a mia discolpa, l’ultima volta che sono stata a Siracusa c’era un mezzo programma di andare ma mi venne la febbre -_-).
    Quando diventerò milionaria(!) comunque mi comprerò la casa della vacanze a Ortigia, compresa di scorta annuale di acqua in bottiglia per fare il the, cuocere la pasta e lavarsi i denti (l’acqua dei rubinetti di Ortigia secondo me potrebbe meritare un post tutto suo), ma per ora tocca accontentarsi delle cartoline e delle case in affitto per qualche giorno.
    (Da esaltata quale sono l’ultima volta ho anche guardato i prezzi delle agenzie immobiliari, presa da uno slancio di dissociazione dalla realtà del mio conto in banca che non raggiunge i tre zeri, e che dire…aspetteremo i milioni. Che arriveranno. Sì.)

    Annuisco più volte anche di fronte al fatto delle strade un po’ brutte, purtroppo. L’ultima volta dovevo fare Ragusa-Siracusa ma non avevo considerato che lo spostamento sarebbe avvenuto la domenica: zero treni.
    Abbiamo quindi preso il bus Ragusa – Catania (che ha impiegato una vita) e poi Catania – Siracusa. Un’ora e mezza per una settantina di km con un viaggio di 4-5h totali. Sigh. E se non è amore questo, cara Siracusa…ahahah.

    E bellissimo anche il luogo del B&B che ha trovato Andrea, OH MY! ❤

    (Ora la smetto prima che WordPress mi banni per commenti molesti e noiosamente lunghi, sorry).

    • gliuppina
      Posted at 16:51h, 16 giugno Rispondi

      Love! Sono felice che ci sia qualcuno lì fuori con un amore tanto grande per questi posti 🙂 avevo pensato di fare un post sull’ultimo weekend a Lipari di qualche settimana fa ma temevo di ammorbare troppo, magari lo faccio proprio per infastidire chi si lamenta dei blog non monotematici 😀

      scemenze a parte, l’idea di comprare una casa da quelle parti viene sempre anche a me (dimenticando il fatto di non avere un soldo), ci sono tantissimi posti in vendita e il mio sogno è di prenderne una a Modica e ritirarmi a vita privata, lontano da tutti, circondata solo da cioccolato modicano (e magari qualche gatto). Insomma, il ritratto di una vera pazza.

      Spero tornerai presto da queste parti, così una gitarella a Noto non te la toglie nessuno (e magari mi ricordo anche di fare qualche foto in più 😛 )

      <3

  • Paola
    Posted at 16:50h, 16 giugno Rispondi

    Sigh quanto voglio bene alla Sicilia. Se fai qualche post sulla tua città va bene uguale, eh. E su Segesta. E su Selinunte. E sul cretto di Burri a Gibellina. E su Tindari. E su Montalbano Elicona. E sullo Stromboli. E su pupi, pupari, cassate, arancine e cannula. E sui graffiti di Portovecchio e sui paesi neri dell’Etna. Va bene tutto, davvero

    • gliuppina
      Posted at 16:54h, 16 giugno Rispondi

      Paola, rido! È bello scoprire quanto amore ci sia per la Sicilia (noi siculi ci lamentiamo dalla mattina alla sera). Potrei dedicare proprio questi mesi estivi a qualche post in più sulla mia terra, anche se alcuni posti ancora sono sconosciuti pure per me (forse dovrei porre rimedio). Per esempio non sono stata a Tindari, che ricordi! grave pecca!
      Baciuzzi.

      • Paola
        Posted at 08:25h, 17 giugno Rispondi

        Macari a tia (vedi che sto pure imparando la lingua, eh)

        • gliuppina
          Posted at 12:26h, 17 giugno Rispondi

          ahahauhauh, bravissima! 😀 parli meglio di me!

  • Linda
    Posted at 00:54h, 18 giugno Rispondi

    Che post meraviglioso!
    Lo hai scritto talmente bene che mi sono totalmente immersa nel tuo weekend e mi sembrava di essere lì!
    Purtroppo non sono mai stata in Sicilia, mi piacerebbe tanto e prima o poi la girerò tutta!
    Adoro il teatro greco e chissà che emozione assistere alle tragedie in quel contesto!
    Un bacio

  • Silvia
    Posted at 09:45h, 18 giugno Rispondi

    Con questo post mi fai sognare!
    Quanto mi piacerebbe visitare i posti più belli della Sicilia! *____*

  • Caterina
    Posted at 15:50h, 18 giugno Rispondi

    Piango molto perché mi manca la mia terra. Stop. ç__ç
    Bellissimo tutto.

  • Lauracarmen
    Posted at 18:21h, 21 giugno Rispondi

    STUPENDO. Niente altro Da dire. Grazie per avermi fatto sognate un po’!!!!

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